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Cosa vuol dire, in sostanza giocare a golf? Una partita a golf dura
in media cinque ore durante le quali bisogna percorrere, in ogni condizione
atmosferica, sacca in spalla, circa 8 km, con passo molto spedito
(contrariamente a quanto si crede, giocare a golf è faticoso)
ragionando sulla strategia di gioco tra un colpo e l'altro, conversando
con i compagni di gioco, quando possibile. Il golf richiede potenza,
tecnica, tocco, elasticità e strategia.
Tecnicamente il golf richiede la padronanza di diversi aspetti del
gioco con caratteristiche differenti. Il gioco si può dividere
idealmente, in prima approssimazione, in gioco lungo e gioco corto.
Il gioco lungo a sua volta si può dividere nel gioco dei legni
e nel gioco dei ferri lunghi. Al campionario dei colpi base fondamentali
si aggiungono poi numerose raffinattezze (colpi come il draw, il fade,
il lob, il punch shot, i colpi dalla sabbia, dal rough ecc.) di cui
non si può mai raggiungere la padronanza completa, il che rende
il golf un gioco difficile e coinvolgente, sempre foriero di nuovi
stimoli anche per i migliori professionisti.
Per una completa descrizione tecnica di tutti gli aspetti del gioco
e dello swing vedi anche il sito http://www.golfacademy.it. |
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Il colpo di partenza
Il colpo di partenza pone la maggior parte delle
volte come primo problema una scelta strategica. In media, su un campo
di 18 buche, sono infatti almeno 9 le buche dove, prima ancora di
salire sul tee, bisogna fare una scelta tra potenza e precisione.
Nel primo caso la scelta cade naturalmente sul drive, nome con cui
è comunemente conosciuto il legno 1. E' il bastone più
potente a disposizione ed anche la più difficile da usare,
al punto che molti giocatori più che discreti non la usano
affatto. La testa del drive al momento dell'impatto, nel giocatore
medio, supera i 150 km/h; a questa velocità è evidente
che è molto difficile portare la faccia del drive esattamente
perpendicolare alla linea di tiro. E' sufficiente che la faccia sia
chiusa o aperta di appena 1° per tirare il drive verso boschi,
laghi o peggio ancora. Ed è proprio qui che sono più
necessarie doti atletiche, perché per eseguire uno swing tecnicamente
corretto in tutte le sue parti è necessaria una buona preparazione
fisica. La scelta tra il drive ed un altro bastone però non
è facile, per due motivi: un drive ben giocato semplifica di
non poco il colpo successivo rispetto a qualsiasi altro bastone; giocare
il drive è divertente. La sensazione di potenza e precisione
che torna su per le braccia, il rumore secco, la palla che vola dritta
e lunga nel cielo e la consapevolezza che è andato tutto per
il verso giusto sono tentazioni a cui non è facile resistere.
Sul tee bisogna essere un po' cavernicoli ed un po' scacchisti e contemperare
i due temperamenti è uno degli aspetti che rendono divertente
il golf. |
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Sergio
Garcia, stella del golf europeo, scarica tutta la sua potenza sul
drive. Da Il mondo del golf, aprile 2000 |
| Man
mano che la padronanza del gioco aumenta, entrano in gioco nuovi fattori
e la scelta strategica si complica. Non si tratta più di scegliere
solo quale bastone giocare e sforzarsi di centrare il fairway, ma
anche di come giocarla. Quando si impara a controllare la rotazione
della palla, può fare molta differenza giocare sul lato destro
di una buca con rotazione a rientrare verso sinistra o viceversa.
Man mano che si cala di handicap, è necessario inventarsi nuove
alternative di gioco per rosicchiare dei colpi al campo. Si può
scoprire, ad esempio, che in alcune buche è meglio restare
più corti sul drive per giocare un colpo pieno come secondo
colpo oppure che la visuale al green sul secondo colpo è più
aperta dal lato sinistro invece che dal lato destro, anche se tirare
il drive verso sinistra comporta dei rischi e così via. |
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Il gioco lungo
Il cosiddetto "gioco lungo", è
la parte del gioco più difficile da padroneggiare. Chi
ha padronanza del gioco lungo è sulla buona strada per
essere un buon giocatore. La geometria insegna che un colpo
fuori linea si allontana dal bersaglio tanto più tanto
maggiore è la distanza. A questo si aggiunge il fatto
che i ferri lunghi hanno un loft
particolarmente basso il che rende più difficile sollevare
la palla da terra. Per questi motivi il campionario di errori
possibili nel gioco lungo è vastissimo. Inoltre bisogna
considerare che non sempre i colpi corretti danno i risultati
sperati. I campi sono costruiti in modo da proteggere il green
in particolar modo dai colpi che arrivano da lontano. Avere
un buon gioco lungo, poi, non significa solo saper eseguire
correttamente un colpo dalla lunga distanza (cosa già
di per sé molto difficile). Un buon giocatore deve saper
portare la palla in green anche dalle posizioni più sfavorevoli,
rimediando agli errori commessi, tirando fuori con potenza la
palla da un brutto rough, aggirando un ostacolo, giocando al
di sopra o al di sotto delle fronde di un albero, adattando
quindi lo swing alle circostanze e sapendo inventare colpi nuovi
in caso di necessità.
Al problema tecnico di eseguire correttamente il colpo, si aggiunge
il problema della scelta della strategia di gioco, che nel gioco
lungo è particolarmente vitale. Giocare il drive in un
modo o in un altro ha sicuramente la sua importanza, ma le scelte
strategiche fondamentali si fanno nel colpo al green. La scelta
della strategia di gioco nel colpo al green, comporta la valutazione
di una numerosa serie di fattori in pochi istanti. In primo
luogo bisogna scegliere il ferro adatto, il che significa conoscere
sé stessi per sapere esattamente quale distanza si è
in grado di coprire con ogni ferro, e valutare in seguito tutti
i fattori ambientali che influenzano in modo determinante il
volo della palla: il vento, l'umidità dell'aria, la temperatura
dell'aria, la pioggia, le condizioni del terreno, la pendenza
del terreno nel punto in cui si trova la palla e nel punto in
cui deve atterrare. La scelta del ferro deve tener conto anche
della posizione dei pericoli rispetto alla bandiera, così
un fuori limite immediatamente dietro al green dovrebbe indurre
a non essere abbondanti nella scelta del ferro, ma se a questo
si aggiunge, ad esempio, il vento contrario ed un difficile
bunker davanti al green, la scelta non è più tanto
facile. |
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Paul
Lawrie, campione British Open 1999, spara un ferro 3 verso un
lontano green, da Golf Digest, giugno 2000 |
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Raramente un colpo sbagliato porta a segnare un solo colpo in più
sullo score; il più delle volte un colpo sbagliato comporta
altri due colpi per rimediare al danno (ma nulla vieta che siano necessari
tre, quattro, cinque o più colpi per uscire da un posto in
cui non si doveva andare), con tutte le recriminazioni che ne seguono.
In genere i campi sono costruiti in modo da lasciare, su ogni colpo,
un'alternativa poco rischiosa e remunerativa o un'alternativa molto
rischiosa e remunerativa. Le bandiere vengono volta per volta piazzate
in ossequio a questo principio. Fara una scelta rischiosa nel momento
sbagliato può influenzare in maniera determinante una partita
altrimenti esemplare. Una volta fatta la scelta si tratta di picchiare
la palla con tutta la forza che si ha in corpo, alzare gli occhi e
seguire con trepidazione la palla che vola. |
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