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I
BASTONI
Le
regole del golf consentono di utilizzare durante una partita un
massimo di 14 bastoni. I bastoni sono fondamentalmente costituiti
da tre componenti: l'impugnatura, detta "grip", la testa,
e la canna che collega il grip alla testa, detta "shaft".
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grip può essere di gomma o di pelle, è sostanzialmente
simile, anche se più sottile ed a sezione circolare,
a quello di una racchetta da tennis, ed ha come scopo quello
di garantire una presa salda. |
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Lo
shaft era originariamente in legno, mentre al giorno d'oggi
la maggior parte degli shaft sono in grafite ed in acciaio. Gli
shaft in grafite vengono generalmente utilizzati nei "legni",
perché essendo più leggeri garantiscono di ottenere
maggiore velocità, e quindi maggiore potenza; gli shaft in
acciaio sono generalmente usati nei ferri perché garantiscono
un po' più di precisione rispetto agli shaft in grafite,
ed avendo una massa maggiore restituiscono una maggiore sensibilità,
oltre ad essere più economici. Esistono shaft di diversa
flessibilità (normalmente si distinguono in flex, regular,
stiff ed extra-stiff), a scelta del giocatore. Gli shaft più
flessibili garantiscono più potenza (è il cosiddetto
"effetto frusta") e si addicono ai principianti perché
garantiscono maggiore potenza, mentre i giocatori bassi di handicap,
che normalmente hanno swing più veloci, non possono utilizzarli,
perché ad alte velocità lo shaft si curva, con effetti
disastrosi sulla precisione del tiro.
Distinguendo in base alla testa, si hanno fondamentalmente
tre tipi di bastone: i legni, i ferri ed il putt (anche se ultimamente
le industrie produttrici di bastoni hanno iniziato ad inventare
degli ibridi).
I
legni portano questo nome perché fino ai primi anni '80
erano fatti in legno, mentre al giorno d'oggi sono prodotti in leghe
metalliche (in particolar modo titanio, acciaio e tungsteno). I
legni si usano per i colpi più lunghi, hanno più o
meno la forma di un uovo tagliato per il lungo; il lato piatto è
detto "faccia", è solcato da scanalature parallele
ed ha un'inclinazione rispetto al terreno (il "loft")
tanto più perpendicolare tanto più il legno deve essere
potente. I legni sono contraddistinti da un numero; più basso
è il numero più potente è il legno. Il legno
1 è comunemente detto "drive", ha un loft che va
mediamente dai 6° ai 12° e lo shaft particolarmente lungo.
Il drive si usa quasi esclusivamente dal tee, quando è necessario
ottenere la massima distanza a discapito della precisione. Il giocatore
medio tira il drive a 230 metri di distanza, mentre i professionisti
più potenti superano i 300 metri. Oltre al drive. sono diffusi
i legni 3, 4, 5 e 7, con loft e lunghezza dello shaft decrescenti.
Il prezzo per un legno nuovo va dai 100 euro per i modelli più
scadenti agli 850 euro per i modelli di punta.
Le principali case produttrici sono: Adams,
Callaway,
Cleveland,
Honma, Mizuno,
Orlimar, Ping,
Taylor Made,
Titleist,
Wilson
e Yonex.
Qui sotto tre dei legni di punta sul mercato: il drive Callaway
ERC II, il drive Titleist 975D, ed il legno da terra Taylor Made
Supersteel.
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I
ferri si usano per i colpi di media e corta distanza, hanno
per lo più lo shaft in acciaio ma sono relativamente diffusi
anche i ferri con shaft in grafite. I ferri hanno normalmente una
numerazione che va dal 3 al 9, per cui vale lo stesso discorso fatto
per i legni riguardo al loft ed alla lunghezza dello shaft. A questi
si aggiungono i così detti "wedge", tra i quali
i più diffusi sono il "pitching wedge" o più
semplicemente "pitch", il "sand wedge" ed il
"lob wedge"; si tratta di ferri dal loft particolarmente
alto (fino a 60°) e dallo shaft particolarmente corto, che si
usano per i colpi più corti. Il sand wedge, inoltre, ha una
particolare curvatura della suola, detta "bounce", che
lo rende particolarmente idoneo al gioco dalla sabbia. Esistono
anche i ferri 1 e 2, che sono però piuttosto rari, perché
molto difficili da usare ed adatti solo ai giocatori più
abili. Il giocatore medio tira un ferro 3 a 180 metri ed un sand
wedge a 60 metri, con distanza proporzionalmente decrescenti per
i ferri intermedi. Sul mercato esistono vari modelli di ferri per
andare incontro a diverse esigenze: i cosiddetti oversize, che hanno
una testa più grande della media per perdonare gli errori,
ferri forgiati che garantiscono maggiore sensibilità e controllo,
ferri con distribuzione perimetrale del peso ecc.
Oltre alle marche già citate, per quanto riguarda i ferri
si possono aggiungere Ben
Hogan, Maxfli,
MacGregor.
Qui sotto i ferri Callaway X-14, un set di ferri Adams Tight Lies
ed un wedge della Ben Hogan.
Il prezzo di un set di ferri nuovo, dal ferro 3 al pitch, varia
dai 350 euro ai 1700 euro.
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Il
putt è il bastone che si usa in green per mandare la palla
in buca. Ha un loft che va da 1° a 4° ed è l'unico
bastone che deve far rotolare la palla invece che sollevarla da terra.
Le case produttrici si sforzano di produrre ogni anno putt innovativi,
ma per quanto riguarda il putt, l'unica cosa che conta è che
dia una buona sensazione in mano ed al contatto con la palla. I principali
produttori di putt sono Never
Compromise, Odyssey,
Ping e Titleist.
Qui a destra un putt Odyssey Tri Hot.
Il prezzo di un putt nuovo varia dai 60 euro ai 360 euro. |
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Le
palline hanno un peso massimo di 45,93 grammi ed una dimensione
minima di 4,267 cm. di diametro e di fatto non si allontanano da questi
limiti. Al tatto sono dure come sassi e sono di colore bianco. Esistono
anche palline di altri colori, ma se non volete essere guardati male,
non usatele. La superficie è costellata di tante fossette circolari
(dette "dimples") che garantiscono la tenuta della traiettoria
in volo. Le palline si differenziano tra loro per il materiale del
rivestimento (surlyn, balata, polimeri ed elastomeri vari), il materiale
e la composizione dell'interno (palle in 2 pezzi, palle in 3 pezzi,
palle multistrato, nuclei liquidi, nuclei in titanio ecc.) e per la
compressione dell'interno (principalmente 90 e 100). I giocatori migliori
preferiscono le palle più morbide e con maggiore rotazione,
che sono più manovrabili nei colpi in prossimità del
green; i principianti preferiscono palle più dure che perdonano
maggiormento l'errore nei colpi lunghi e consentono di raggiungere
maggiori distanze. Il prezzo per dozzina varia dai 20 ai 60 euro.
I marchi più importanti sono Callaway,
Maxfli, Nike,
Strata, Titleist,
Top Flite e
Wilson. Qui
a destra una Titleist Pro V1. |
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L'attrezzatura
è completata da una serie di accessori indispensabili.
La sacca, oltre ai bastoni, serve a portare tutto ciò
che può essere necessario durante le cinque ore di una partita:
tee, marchini, palline, fazzoletti di carta, cerotti, bevande, cibo,
asciugamani, un cappellino da sole, uno da pioggia, un guanto di ricambio,
qualche asciugamano di ricambio in caso di pioggia, una tuta da pioggia,
un ombrello, un pennarello indelebile per marcare la pallina, un libretto
di regole ecc. La sacca può essere portata in spalla o su un
carrello, può arrivare a pesare molti chili, può essere
in pelle o in materiale sintetico. Le sacche da spalla sono di dimensioni
ridotte e materiali leggeri ed il più delle volte sono dotate
di un treppiede. Nel comprare una sacca è bene prestare attenzione
alla presenza dei comparti, che garantiscono la miglior conservazione
di shaft e grip, oltre alla presenza di numerose tasche. Il prezzo
per una sacca va dai 100 ai 400 euro.
Il carrello serve per portare la sacca se non si desidera portarla
in spalla; deve essere leggero, stabile ed il più possibile
pieghevole per poterlo riporre nel baule dell'automobile. I carrelli
hanno prezzi variabili dai 50 ai 150 euro.
Le scarpe, fino a pochi anni fa avevano la suola chiodata,
ma negli ultimi anni hanno cominciato ad imporsi dei chiodi in plastica
detti "soft spikes" che sarebbero meno dannosi per la superficie
dei green (e per i pavimenti degli spogliatoi), al punto che oggi
in molti circoli i chiodi in acciaio sono vietati. Lo scopo dei chiodi
è quello di garantire la stabilità sia camminando sui
pendii bagnati, che durante il colpo. Una buona scarpa da golf, poi,
oltre che comoda, deve anche essere impermeabile. Personalmente resto
dell'idea che i chiodi in acciaio siano migliori, garantendo una stabilità
decisamente migliore sia sul colpo, che camminando su sentieri scivolosi.
Il prezzo varia dai 90 ai 220 euro.
Il guanto può essere in pelle o in materiale sintetico.
Ha lo scopo di garantire la presa migliore anche in caso di pioggia
e di prevenire le vesciche alla mano. Si usa solo per la mano sinistra
(per i giocatori destrorsi), che è l'unica ad aderire interamente
al grip. Il prezzo varia dai 12 ai 30 euro. |
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In
caso di pioggia, poi, non si può fare a meno di una tuta anti
pioggia. Ne esistono di altamente specializzate, costruite in materiali
impermeabili che consentono la traspirazione e non producono fruscio,
il che potrebbe risultare fastidioso durante il colpo.
Per finire, tre accessori assolutamente indispensabili sono i tee,
i marchini, ed un "alza pitch marks".
I tee sono dei supporti in legno che possono essere utilizzati
per mantenere la palla sollevata da terra nel colpo di partenza di
ogni buca. I marchini servono per togliere la palla dalla traiettoria
di gioco di un compagno sul green, marcandone la posizione. Molti
giocatori, vuoi per imitare i professionisti, vuoi per indulgere ad
un vezzo snobistico, utilizzano come marchini varie monetine di diverso
conio, che però sono molto meno adatte allo scopo rispetto
ai marchini veri e propri, avendo uno spessore decisamente maggiore
e costituendo quindi dei veri e propri ostacoli sul percorso della
pallina. Abitudine ancora peggiore poi, in voga tra gli smemorati
che dimenticano sia monetine che marchini, è quella di marcare
la posizione della palla graffiando la superficie del green. L'"alza
pitch marks" è una specie di forchettina che serve
a riparare i danni lasciati dalla pallina all'impatto con il green,
pratica fondamentale alla tutela del campo di gioco e troppo spesso
dimenticata. Ogni golfista deve averne uno in tasca ed utilizzarlo
il più possibile. |
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Pagina
aggiornata a dicembre 2002
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